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Sostegni passivi - solette e occhiali dal punto di vista della postura

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La medicina tradizionale propone ai suoi seguaci rimedi, che gli rende la vita vivibile senza dover patire sintomi, tipo dolore, raffreddore, nausea ecc. Nella maggioranza dei casi offre quest’aiuto senza chiedere nessun sacrificio al paziente, di dover adattare il proprio stile di vita alla situazione creata, di partecipare alla soluzione del problema.

Il fatto, che ci siano rimedi efficienti contro i malesseri, è sicuramente un pregio della medicina moderna; che essa in genere non richieda nessuno sforzo di collaborazione al paziente, sembra per lo meno discutibile; ma che nascano dipendenze da farmaci, da cure o da altri accorgimenti offerti, è davvero un fenomeno negativo.

Qui non vogliamo discutere l’abuso di antibiotici, corticosteroidi e sonniferi, ma vogliamo chiarire, che ogni mezzo di sostegno, sia occhiale, apparecchio per l’udito, busto, plantare ecc. è di per se di natura passiva e quindi indebolisce le capacità di autonomia del portatore. Questo non significa, che questi dispositivi vanno del tutto aboliti, ma che il loro uso è da limitare a situazioni, nelle quali il soggetto non ne può assolutamente fare a meno. Quindi l’occhiale, l’apparecchio acustico si usino non a scopo preventivo ma quando non ci vedi, oppure non ci senti niente più o per lo meno cosi poco, da limitare in modo considerevole la qualità di vita della persona, oppure si comporterebbe un rischio nella vita quotidiana. Allenando i ricettori anche con fatica li tiene vitali ed efficienti per ancora molto tempo, potendo spostare avanti la dipendenza di un dispositivo estraneo.

Quello che in chiropratica e posturologia ci preoccupa di più sono le prescrizioni indiscriminate di busti e fasciature di ogni tipo e soprattutto i plantari. Già la maggior parte delle scarpe di oggi contiene il plantare da comfort. Mentre il portatore inappropriato di busto s’indebolisce con la conseguenza che i dolori e i problemi muscolo – scheletrici aumentano con il passare del tempo, il plantare oppure le solette da sostegno impoveriscono il modo di funzionare della pianta del piede, che è insieme con l’occhio il ricettore principale per il sistema tonico dell’equilibrio.

Questi ricettori hanno la funzione di misurare continuamente le variazioni degli stimoli di pressione, vibrazione, deviazione dalla posizione eretta. Compromettendone la funzionalità si altera la statica, si creano adattamenti patologici dell’asse, incurvamenti, tensioni muscolari, mal posizionamenti della testa e degli arti ecc. Il deficit dei ricettori sta alla base dello scompenso posturologico.

In via di prevenzione il modo più saggio per ogni essere umano sarebbe l’andatura scalza e la vista allenata. Ma siccome per ragioni facilmente da intuire questo quadro non si pone, va comunque scelta la scarpa e l’occhiale con meno interferenze possibili sull’attività dei ricettori, quindi scarpe senza alcun rilievo di sostegno in rapporto con la pianta del piede, senza ammortizzatori mollicci, e di taglia comoda e non stretta. Le lenti degli occhiali hanno da trasmettere la realtà visiva al più netto possibile. L’uso di cilindri e prismi nella costruzione delle lenti è da limitare al caso di assoluta necessità, anche se magari la loro mancanza va a scapito di qualche grado di diottria.

Abbiamo scoperto, spesso il plantare e le lenti con distorsione dell’immagine visiva essere responsabili di sindromi dolorose e di forti deviazioni delle assi, quindi dall’emicrania da scompenso cervicale fino alla scoliosi, le sciatiche ecc. possono essere provocate anche dagli accorgimenti terapeutici in discussione. Certamente ce ne sono altri fattori da considerare dal punto di vista della genesi delle malattie dello scheletro. Ma già tralasciare i suddetti mezzi o comunque limitarne l’uso, da un sollievo a tanti disturbi.