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scoliosi

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scoliosiCon il termine “scoliosi” si denomina l’incurvamento della colonna vertebrale, a cui si applica una mal rotazione. Quindi l’incurvamento di per se non giustifica il termine “scoliosi”, ci vuole anche la rotazione. Colpisce fino a 7% dei ragazzi in accrescimento, più spesso le femmine. Lo sviluppo può essere costante o in progressione, e non è prevedibile.

Le ipotesi sull’eziopatogenesi ( la causa della malattia) sono:

-          Eredità – sembra affermata)

-          Fattori ormonali – responsabili per il prevalere nelle femmine

-          Postraumatico – dovuto a incidenti durante il parto o la prima infanzia, che portano a dislocazioni vertebrali

-          Neuro – sensoriale

Probabilmente trattasi dell’insieme di questi fattori, a determinare uno sviluppo irregolare del contesto vertebrale.

Dal punto di vista della “posturologia” è l’ultimo fattore, il disturbo neuro – sensoriale, di grossa importanza, sia per l’origine sia da co-fattore della scoliosi, particolarmente nei casi di progressione, che avviene nonostante tutti i tentativi terapeutici.

La terapia standardizzata ortopedica prevede nelle fasi di minore angolazione della colonna (< 20°) solo fisioterapia, quindi nessun approccio specifico, nelle fasi medi (20° - 35 °) il busto gessato, e nelle fasi gravi (> 35°) il raddrizzamento operativo. Fra questi per lo meno i metodi non chirurgici  non possono comunque prevenire una progressione della mal rotazione e l’incurvamento, qualora fossero predisposti, il che non è prevedibile.

La “Riprogrammazione posturale”, intervenendo sul sistema tonico posturale, che sta sotto il dominio dei recettori: occhio – piedi – occlusione dentale – pelle – ed altri, è in grado a governare il biocomputer in modo tale, da armonizzare il gioco delle parti, i muscoli,i tendini e le fasce muscolari che agiscono sulle articolazioni e sulla statica in confronto delle forze eterne e di gravità.

Nella maggioranza dei casi è la riprogrammazione posturale da sola o in abbinamento con altre terapie ortopediche il provvedimento più efficace per ridurre le angolazioni scoliotiche prima del termine dell’accrescimento, e di stabilizzare le scoliosi in età adulta, quando il quadro radiologico  non è più in grado di variare in modo sufficiente, cambia però l’aspetto visivo della persona affetta, l’assetto muscolare si riforma e si adatta, il tronco prende una forma normale. Innanzitutto vengono a meno tensioni e dolori.

Ergo:

-          La medicina ufficiale – l’ortopedia non è in grado di prevenire e di calcolare lo sviluppo futuro della scoliosi – agisce in merito alla gravità delle angolazioni, documentate radiologicamente

-          Le varie ipotesi eziopatogenetiche non aiutano, a decifrare la malattia e a dare spunti di rilievo per il trattamento

-          La riprogrammazione posturale copre l’aspetto neuro – sensoriale, migliora la coesione delle varie frazioni dell’apparato locomotore, armonizza il controllo ed è in grado, a seconda dell’età,  di ridurre o di integrare la scoliosi in un corpo con aspetto migliore e con meno fastidio.