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Medicina dello Sport

Endorfine - benessere a spese della salute

Viene il ciclista agonista (200cm, 55 kg) , storto come un punto interrogativo e con tanti denti mancanti, e quindi senza alcuna stabilità posturale, altri denti marci da fare paura, tipico prodotto da sopraccarico continuo senza supporti e cure supplementari, viene solo perché è caduto, altrimenti si troverebbe bene! Si troverebbe bene??

Qui scatta già l'allarme, perché una persona non agonista nelle sue condizioni si sentirebbe di certo compromesso , uno più , uno meno. Lui invece, apposto. Come mai?? Sono le endorfine che produce il suo cervello per poter sopperire agli sforzi estremi del suo sport. Gli da la sensazione di benessere, e bene che sia cosi! 

Le endorfine sono sostanze chimiche prodotte dal cervello e dotate di una potente attività analgesica ed eccitante. La loro azione è simile alla morfina e ad altre sostanze oppiacee.

Ma attento all'inganno, perché con tanto benessere dopato non sente più le necessità del suo fisico martoriato e rischia alla grande di peggiorare e di ammalarsi sul serio. Questo è il motivo che agonisti di livello hanno in genere una vita intensa ma breve.

Una medicina sportiva attenta va affiancata all'allenamento e deve guidare l'agonista ignaro e dopato.

Squilibrio muscolare anteriore - posteriore

                                                     

 

 Ennesimo  esempio di paziente con patologia di una spalla ( borsite subacromiale - edema del tendine del bicipite - ispessimenti tendinei del sovraspinato ) e dolore in elevazione del braccio. Il quadro sostanzialmente è dovuto a uno squilibrio fra i muscoli della schiena e del petto. Questo paziente appartiene alla categoria degli sportivi allentati, ma non conta: qualora la muscolatura del petto prevale a quella della schiena, la spalla viene tenuta e mossa in posizioni eccentriche e quindi si logora.

 

  

Esempio di dimostrazione dei rapporti dinamici è la gru, che sta in piedi nonostante il pese che deve alzare, perché è munito di contrappeso posteriore sufficiente!

                             

Lo squilibrio muscolare anteriore - posteriore è una causa frequente di patologia da sopraccarico di spalle, cervicale e rachide toracico. Rimedio universale sono le flessioni della braccia con le mani posizionate vicine. In questo modo si allenano innanzitutto  i muscoli posteriori delle spalle, delle braccia e della schiena.

L'atleta con sufficiente forza ma allentato a favore dei muscoli anteriori quali pettorali, bicipiti, ileo-psoas, adduttori delle anche e a sfavore dei muscoli da contenimento posteriori quali tricipite, trapezio, cuffia rotatoria, muscoli posteriori toracici, lombari e del bacino, addominali !, extrarotatori delle anche, è capace di eseguire l'esercizi a terra.

Il soggetto meno abile riesce meglio appoaggiando le mani su un piano rialzato quali uno sdraio o una scrivania.

Per chi neanche in questo modo riesce alzare il proprio peso corporeo , l'arnese molto utile per sopperire alla debolezza  è questo:

In tutti i modi è importante insistere, nel senso che l'esercizi va fatto diverse volte al giorno ( 5 volte) con poche ripetizioni ( 3-5 ). In tale modo non è impegnativo, non stimola ne il fiato ne la sudorazione, ma è sufficiente a creare una memoria muscolare, che mette in moto un alterazione dell'equilibrio muscolare.

Quale opzione oltre all'allenamento muscolare si presta come del resto in ogni forma di squilibrio e debolezza posturale la RIPROGRAMMAZIONE.   

 

 

Massa muscolare - il chiodo fisso nell'allenamento

 La massa muscolare, il chiodo fisso dei ragazzi sportivi e non, la sindrome Schwarzenegger, chi non ha i pettorali che scoppiano, non vale!! Dottore, come devo fare?? 

La massa muscolare innanzitutto è una questione costituzionale, perciò varia poco in base all'allenamento e non incide necessariamente sulla forza fisica!! I culturisti con i pacchetti ben delineati, non hanno una massa muscolare tanto ingrossata, ma si tratta in grossa parte di rigonfiamenti dell'interstizio connettivale che si gonfia diventando discarica di proteine e altre sostanze nocive, sintomi di una patologia cronica che porta prima o poi a malattia conclamata. Via le mani da alimentazione iperproteica e anabolici !!

 

L'organismo fa fatica a smaltire eccessi di proteine apportate dall'alimentazione.

40 - 80 mg di proteine giornaliere sono sufficiente a soddisfare alle esigenze dell'organismo a ripristinare tutte le funzioni e aspetti strutturali nelle quali sono coinvolte le proteine. L'eccesso deve smaltire e rendere innocuo tramite le seguenti vie.

- eliminazione esterna attraverso feci, urine e secrezioni, procedimento reso complicato dalla necessità, che le proteine per essere spurgate devono attraversare le membrane basali dei tessuti, le quali ne limitano da filtro specifico la fuoriuscita 

- aumento della produzione di enzimi, strutture cellulari e muscoli: via di poco conto anche perché frenato dall'iperacidità che provoca la marea proteica e che danneggia ogni anabolismo, ogni riparazione strutturale ecc.

- neoglucogenesi, cioè produzione di glucosio da trasformazione di proteine con la graduale riduzione della capacità insulinica e la preparazione del terreno del diabete mellito. Questa via metabolica purtroppo è molto attiva!

- stoccaggio di proteine nell'interstizio connettivale in mezza ai tessuti, creando una discarica acida interna che gonfia i tessuti e ne limita le funzioni, portando a rigidità, reumatismi e alla fine tutte le conseguenze dell'acidosi latente quali cancro e malattia cardio-vascolare. 

Gli svantaggi di un alimentazione iperproteica sono immensi, dovuti in prima linea dall'acidificazione dell'organismo, trattandosi negli aminoacidi di acidi forti, il cui apporto deve essere assolutamente neutralizzato da alcalini, che l'organismo in parte deve introdurre con le verdure !! , ma in grande parte mette a disposizione attingendo alla riserva alcalina interna, che mano mano si va a svuotare. Lo scompenso di questo bilancio, il metabolismo acido-base, porta alla maggior parte delle malattie croniche di cui soffrono le persone del mondo occidentale. 

Semmai fosse comprovato pomodori e mele potrebbero essere un opportunità per chi davvero non smette di insistere sulla massa muscolare. 

Leggete :  Pomodori e mele per aumentare la massa muscolare

 

 

Lo chance dello sportivo - terapia mirata ed empatica

Altro bel successo: l'agonista Jūjutsu con la schiena gravemente compromessa, vecchia ernia lombare riacutizzata con vera compressione radicolare e attenuazione dei riflessi della gamba, si presenta in preparazione di una competizione a livello nazionale, forti dolori, mobilità ridotta e sopratutto crescente depressione e perdita dello spirito di chi vuole vincere. Facciamo un percorso di chiropratica, osteopatia e allenamento adatto e mirato, e dopo un po' migliora, liberiamo i margini dell'allenamento e alla fine prende argento nella gara!! Bella soddisfazione.

Dimostra che fra lavoro medico e ripristino della motivazione di vincere e certamente capacità dello sportivo, alla fine si riscatta.

Fosse venuto anche Gomez!!! Sono convinto, che gli sarebbe rimasta risparmiata la sua tragedia .

Importante comunque è che nella terapia dello sportivo non sono sufficienti i soliti procedimenti routinari e amministrativi, che si conoscono dalla medicina ospedaliera, della associazioni e della poltrone !!! Ci vuole di più, altre tecniche e sopratutto empatia!

Sport e aiuto chiropratico

Quant'è bello vedere come lo sportivo, che si presenta con dolori forti che lo rendono inabile ad affrontare la sua gara incombente 3 giorni dopo, dopo 2 sedute di chiropratica-osteopatia e un po' di convincimento si presenta alla gara , e .... vince!!  

                                    

Gli esercizi da fare prima dello sci

Andare a sciare senza essere preparati, anche per coloro che possiedono una tecnica adeguata può essere pericoloso e rappresentare uno di quei rischi che possono essere evitati facilmente.
Lo sforzo di andare a sciare dopo vari mesi di inattività, la voglia di strafare, (in fin dei conti il biglietto costa caro, dura tutto il giorno e bisogna sfruttarlo), possono essere causa di seri incidenti sciistici che possono compromettere una stagione di divertimento sulla neve.
 
Dr. Eddy Pellissier D.C., C.C.S.P.
 

POSIZIONI, ESERCIZI E CARICHI VERTEBRALI

 

Per chi si vuole addentrare nella dinamica della colonna vertebrale riporto l'articolo

 POSIZIONI, ESERCIZI E CARICHI VERTEBRALI ,

che spiega nel dettaglio quale siano i carichi a livello delle strutture di sostegno ed in fine a livello dei dischi intervertebrali dovuti a posizioni assunti nella vita e nello sport.

Segue in modo emblematico, quale sono esercizi meglio da evitare!!

Yoga o Pilates, quale scegliere?

Yoga o Pilates, o quale altro tipo di ginnastica o di attività sportiva sarebbe da scegliere? La domanda, titolo di questo articolo è troppo riduttivo perché ancora una volta è da definire, per chi si appresta a volere svolgere queste ginnastiche:

- chi ha di già problemi di contratture lombari stia attento con il Pilates, contendendo questa ginnastica elementi che favoriscono l'allenamento dei muscoli flessori dell'anca e dell' ileo-psoas. Chiunque sia soggetto a squilibrio dei muscoli anteriori e posteriori di bacino e lombi aggrava con quest'esercizi ulteriormente il danno. Esito può essere addirittura un prolasso di un disco intervertebrale.

- e chi non si sente sciolto del tutto e non possiede la forza necessaria a livello della colonna  cervicale e lombare stia molto attento con lo Yoga. Certo, è sempre possibile adattare l'esecuzione alle proprie prestazioni, ma comunque attenti!!

Yoga o Pilates, o quale altro tipo di ginnastica o di attività sportiva è da scegliere?

medicina per lo sport

Per ogni atleta o appassionato dello sport che vuole

  1.  rendere
  2. non farsi male, prepararsi,  perché magari  storto e di postura meno agevole già di partenza
  3. trovare rimedi validi e di pronto aiuto in caso di infortunio inevitabile

c'è la mia triade:

chiropratica- osteopatia - posturologia 

su base della medicina integrativa e della medicina dello sport.

Prevenzione - Manutenzione - Riparazione -  Riabilitazione 

Camminata veloce per dimagrire

Il training aerobico è senza dubbio l'attività più salutare immaginabile e non solo ai fini dell'allenamento ma sopratutto per il mantenimento della salute stessa.

Quali sono le conseguenze positive di un'attività prettamente aerobica - la camminata veloce - mostra il seguente articolo.

Camminata veloce per dimagrire

 

 

Il nuoto - rimedio universale per la schiena?

Un detto comune, convinzione generale fra pazienti con disturbi di schiena, genitori di figli portatori di scoliosi e anche fra il medici di prima istanza, è che il nuoto fa sempre bene.

Ora sono stati pubblicati studi a proposito della scoliosi, i cui risultati contraddicono nettamente a questa convinzione: "Il nuoto non fa bene alla schiena".

La tesi che ribalta tutte le precedenti 'certezze' conclude un lavoro studio dell'Istituto scientifico italiano colonna vertebrale che sarà presentato al congresso internazionale di Chicago a maggio. In certi casi, l'attività natatoria potrebbe persino peggiorare la situazione.

 

Scoliosi, la ricerca che non ti aspetti:"Il nuoto non fa bene alla schiena"

 

Mal di schiena: se sai come muoverti lo puoi evitare

 

Il mal di schiena peggiora la qualità della vita di moltissime persone, rappresentando spesso un fastidio col quale si è costretti a convivere o addirittura un limite per lo svolgimento delle attività quotidiane. La quotidianità, però, è proprio il punto sul quale è possibile intervenire per alleviare o prevenire questo disturbo.

l mal di schiena colpisce almeno una volta nella vita circa l’80 % delle persone. Nei Paesi occidentali rappresenta il principale motivo di assenza dal lavoro e al di sotto dei 45 anni di età è la più comune causa di disabilità. Esso non colpisce una categoria precisa di individui. Può colpire indistintamente uomini e donne, giovani e meno giovani, individui dediti a lavori sedentari o ad attività pesanti, sportivi agonistici, atleti “improvvisati” o casalinghe. Allo stesso modo non esiste un’unica forma di mal di schiena: il dolore può risolversi nel giro di qualche giorno, di qualche settimana oppure può protrarsi per mesi, può essere invalidante o sopportabile, può localizzarsi in diversi punti della colonna vertebrale e manifestarsi in maniera e intensità diverse da soggetto a soggetto.

Mal di schiena: se sai come muoverti lo puoi evitare

 

 

 

la camminata: il rimedio universale per metabolismo, ossa ed anima

Negli ultimi anni le persone si stanno abituando a recuperare la sanissima (ed economica ) abitudine del camminare. In effetti, passeggiare a ritmo sostenuto per 30 minuti al giorno, apporta una lunghissima serie di benefici. E il bello è che non contano l'età, il peso, né la vita che abbiamo condotto fino a questo momento.

Dimagrisci ed eviti di mangiucchiare. Camminando si mettono in moto tutti i muscoli del corpo: braccia, gambe, schiena e addome (se lo contrai mentre ti muovi). Per questo è considerata un'attività molto utile per bruciare calorie; inoltre uno studio britannico ha rivelato che quando si cammina si perde la voglia di mangiare dolci tra i pasti.

Serve ad aumentare le difese. È dimostrato che migliora l'attività del sistema immunitario: alcuni medici lo raccomandano ai propri pazienti appena operati per un più veloce recupero, in quanto camminando acquisiscono maggiore resistenza fisica.

L'ideale è camminare almeno per mezz'ora al giorno. Però, se in qualche giorno dovesse essere impossibile farlo, bisognerebbe cercare di fare tre brevi passeggiate di 10 minuti nel corso della giornata. In questo modo si continuerà a ottenere benefici con un impegno e uno sforzo minimi.

Molte ricerche hanno dimostrato che camminare protegge le ossa: secondo uno studio condotto dall'Associazione Americana di Ortopedia e Medicina dello Sport, le donne che camminano regolarmente corrono un rischio tre volte più basso di andare incontro a fratture rispetto a quelle che invece non fanno alcuno sport.

Attiva la circolazione Quando si cammina, il cuore spinge il sangue con più forza. In questo modo il flusso sanguigno raggiunge bene tutte le zone del corpo, incluse le ossa che ricevono tutti i nutrienti di cui hanno bisogno per mantenersi sani e forti.

Evita la perdita di massa ossea. Camminare obbliga le ossa a lavorare di più e questo le rende più resistenti. Così si evita la perdita di massa ossea e anche la decalcificazione.

Camminare a ritmo medio non sottopone le articolazioni ad alcuno sforzo eccessivo. Però, in caso di problemi seri alle articolazioni di carico (come per esempio un'artrosi avanzata delle ginocchia) se ne parli prima con il medico curante.

E alla fine una camminata all'aria aperta fatta regolarmente tiene alto il livello delle endorfine, gli ormoni della contentezza. E' quindi meglio muoversi che essere depressi e passivi!

fonte:http://geniuswellness.myblog.it/archive/2012/11/03/camminare-la-medicina-che-rafforza-le-ossa.html

Strategie per la prevenzione degli infortuni

La vera base della prevenzioni del logoramento dell'apparato locomotore è il controllo prefetto della postura, la prassia. Chi esegue sport, ha bisogno di movimenti mirati, chi si interessa per la perfezione della sia performance non può fare ameno della "RIPROGRAMMAZIONE POSTURALE"

fonte: Strategie per la prevenzione degli infortuni

 

Calcio brasiliano in lutto: morto a 17 anni Ramos, il nuovo Pelè

Arjuna Luiz Venutto Ramos, un giovane talento del calcio brasiliano, di 17 anni, è morto. 

Il ragazzo era stato definito come il nuovo Pelè ed è deceduto mentre giocava a calcio in una gara del campionato nazionale under 17 in Brasile.

Il 17enne è stato trasportato immediatamente in ospedale ma è morto lungo il tragitto a causa di un arresto cardiaco. 

La società del Sao Bernardo, la squadra in cui giocava il giovane, ha comunicato il suo cordoglio alla famiglia e ha offerto tutto il suo sostegno.

magari si poteva evitare questa morte con visite di medicina sportiva. C'è troppa indifferenza sia dalla parte del management sportivo sia degli atleti stessi. Vale anche per lo sport non agonistico!

pilates

 

Ginnastica è movimento e crea gioa ed endorfine. Per la salute locomotoria conta più l'equilibrio posturologico.

Velocità di cammino e sopravvivenza negli anziani

Velocità di cammino e sopravvivenza negli anziani(JAMA - Journal of the American Medical Association)

Tra le tante variabili considerate per valutare l’aspettativa di vita adesso è stata inserita anche la velocità del cammino: 35.000 anziani (massimamente donne, età media 74 anni) sono stati studiati in merito alla distanza percorsa (2-6 metri) e al tempo impiegato a percorrerla (5-11 secondi per completare 6 metri).Nel follow-up, che è durato fino ad un massimo di 15 anni, si sono verificati 18.000 decessi.

E' stata notata una relazione significativa tra la velocità del cammino e la sopravvivenza a 10 anni, soprattutto per i soggetti di età superiore a 75 anni: la sopravvivenza a 10 anni è risultata aumentata di circa il 12% per ogni aumento di 10 cm/secondo nella velocità di cammino.Il valore predittivo della velocità di cammino è risultato accurato come il valore predittivo di età, sesso, peso, abitudine al fumo, pressione sanguigna, eventuali ospedalizzazioni.

Il commento a questo articolo:La valutazione della velocità di cammino è un parametro facilmente controllabile ed altrettanto valido che parametri più complessi: i soggetti che percorrono 6 metri in 10 secondi possiedono un rischio di mortalità circa tre volte inferiore rispetto a quelli che camminano più lentamente.Come questo dato possa essere tradotto nella pratica clinica è ancora da stabilirsi, ma indubbiamente occorre spronare gli anziani a muoversi, e possibilmente non a velocità di lumache.

Bibliografia: Studenski S et al. Gait speed and survival in older adults. JAMA 2011 Jan 5; 305:50

Lo stretching

 

La maggior parte dei pazienti che visito accusa dolori al collo (cervicale) e/o alla bassa schiena (zona lombare). Dopo un’attenta prima visita, spesso scopro che la causa di questi dolori è una postura errata e/o troppa tensione in specifici muscoli e/o sublussazioni vertebrali. Spesso e volentieri queste tre “diagnosi” vanno a braccetto e per questo, quasi sempre consiglio ai miei pazienti esercizi di stretching.
Lo stretching
E una particolare tecnica di ginnastica che ha come obbiettivo l’incremento dell’estensibilità di alcune strutture anatomiche (muscoli e tendini).

To “stretch”, infatti, è l’equivalente inglese dell’italiano ”allungare”. Tutti dovrebbero praticare gli esercizi di stretching; è necessario, però, differenziare la tecnica da seguire secondo le esigenze dei singoli. Una prima tecnica consiste nell’allungamento muscolare tramite posizioni di massima flessione, estensione o torsione che devono essere raggiunte lentamente per non stimolare nei muscoli antagonisti il riflesso di stiramento.
Raggiunta la posizione, va mantenuta per un tempo minimo di 10-15 secondi fino a un massimo di 30, facendo attenzione che l’estensione non vada oltre la soglia del dolore.

Una seconda tecnica è la PNF (priopeceptive neuromuscular facilitation); e questa è divisa in due tempi:
• massimo allungamento raggiunto lentamente, seguito da una contrazione isometrica di 15-20 secondi (sempre nella condizione di massimo allungamento);
• Rilascio per 3-5 secondi per poi ricominciare la fase precedente cercando di allungare maggiormente il muscolo.
Detto tutto ciò, esistono tre grandi categorie nelle quali classificare tutti i possibili praticanti di stretching.
• Per gli sportivi agonisti è indicata la tecnica di PNF perché influisce in maniera maggiore sulla mobilità articolare, migliorando così la prestazione.
• Per gli sportivi dilettanti è consigliabile la prima tecnica, che consente di acquisire e mantenere una buona flessibilità.
• Negli individui inattivi invece lo stretching contribuisce notevolmente ad evitare o a ridurre la rigidità delle articolazioni, spesso causa di dolore. Al mattino lo stretching risveglia il corpo: i muscoli sono più distesi perché ancora liberi dalle tensioni della giornata; nelle ore serali contribuisce a rilassare la mente, ripristinando lo stato di benessere del riposo.
Ed è proprio a quest’ultima categoria che voglio rivolgere gli esercizi che ora vi elencherò. la prima volta provateci senza esagerare, vi prometto che pian pianino migliorerete.

 

      

Tirare la gamba al petto fino ad avvertire una leggera tensione al gluteo. Rimanere in posizione per almeno30 secondi. Respirare profondamente e rilassarsi. Inspirare ed, espirando, ritornare nella posizione di partenza. Ripetere l’esercizio con l’altra gamba.Indicato per chi ha mal di schiena

 

 

               

 

Tirare le due gambe al petto fino ad avvertire una leggera tensione al gluteo. Rimanere in posizione per almeno 30 secondi. Respirare profondamente e rilassarsi. Inspirare ed, espirando,ritornare nella posizione di partenza. Ripetere l’esercizio con l’altra gamba. Indicato per chi ha mal di schiena

 

 

     

 

Portare le gambe in estensione, in modo da formare un angolo retto con la colonna vertebrale, con i glutei appoggiati al muro. Mantenere la posizione per 30 secondi. Indicato per chi ha mal di schiena

 

 

         

 

Piano, portare le gambe in estensione, in modo da formare un angolo retto con la colonna vertebrale,con i glutei appoggiati al muro. Divaricare le gambe il più possibile mantenendo il ginocchio appoggiato alla parete per 30 secondi. Indicato per chi ha mal di schiena

 

     

Inspirare e espirando accovacciarsi, mantenendo i talloni a terra aiutandosi con le braccia appoggiate sulle ginocchia. Testa rilassata in avanti. Rimanere in posizione per 30 secondi. respirando profondamente e rilassarsi. Inspirando ritornare nella posizione di partenza. Questo esercizio è anche utile per la decompressione discale. Indicato per chi ha mal di schiena

 

 

       

 

Inspirare e espirando appoggiate lateralmente la gamba e distenderla su un supporto all’altezza dell’anca. rimanere in posizione per 30 secondi. respirare profondamente e rilassarsi. Inspirare ed,espirando, tornare nella posizione di partenza

 

 

   

 

Espirando fl ettere il busto fi no a sentire una leggera tensione sul dorsale in allungamento. Mantenere lo sguardo in avanti e il bacino fermo. Inspirare ed espirando accentuare la trazione. rimanere in posizione per 30 secondi. respirare profondamente e rilassarsi. Inspirare ed, espirando,tornare nella posizione di partenza.

 

 

    

 

 

 

Inspirando, portare il tallone al gluteo corrispondente. Mantenere il ginocchio in linea con la gamba d’appoggio. alla prima tensione localizzata sulla coscia, fermarsi per 30 secondi. rilassarsi e ripetere il movimento, cercando di guadagnare qualche centimetro nell’avvicinamento del tallone al gluteo

 

 

 

   

 

Distendere il braccio indietro in linea con la spalla. Alla prima tensione localizzata sul braccio o sul petto, fermarsi per 30 secondi. rilassarsi e ripetere il movimento, cercando di guadagnare qualche centimetro. ripetere l’esercizio con l’altro braccio

 

 

  

 

Inspirando, distendere le braccia dietro la schiena e intrecciare le dita. Espirando, allungare le braccia. Rimanere in posizione per 30 secondi, concentrandosi sulla respirazione regolare e profonda e ripetere.

 

 

 

 

 

Espirando, spingere con il palmo della mano contro le dita distese dell’altra mano. Rimanere in posizione per 30 secondi. Respirare profondamente e rilassarsi. Inspirare e espirando ritornare nella posizione di partenza. Svolgere l’esercizio sull’altro lato.

 

 

 

 

Espirando, spingere con il palmo della mano contro il dorso dell’altra mano. Rimanere in posizione per 30 secondi. Respirare profondamente e rilassarsi. Inspirare e espirando ritornare nella posizione di partenza. Svolgere l’esercizio sull’altro lato.

 

 

 

Posizionarsi in modo che le gambe e i piedi risultino paralleli ma leggermente divaricate cosi da avvertire una tensione comoda sul polpaccio. Espirando spingere leggermente il ginocchio anteriore in avanti fi no a raggiungere una tensione più avvertibile ma mai dolorosa. Mantenere il ginocchio in linea, la schiena dritta e la testa e il collo allineati. Contrate anche leggermente gli addominali. alla prima tensione localizzata sul polpaccio, fermarsi per 30 secondi. rilassarsi e ripetere il movimento, cercando di guadagnare qualche centimetro. ripetere l’esercizio con l’altra gamba.

Traumatologia dello sport

 

 La mia traumatologia usa anch'essa gli elementi dell'osteopatia del dolore acanto a trattamenti di immobilizzazione parziale e funzionale come il taping. Gli esiti sono perciò rapidi e la reintegrazione nell’attività sportiva molto accelerato rispetto alla maggior parte dei trattamenti chirurgici e statici. Va discusso attentamente da caso a caso il da farsi e deciso se terapie più invasive e immobilizzanti possano essere evitate.

 Esempio migliore è il trattamento della rottura del legamento crosciato anteriore del ginocchio:

La gamba tesa, il peso appoggiato, extrarotazione forzata e via, il legamento crociato anteriore del ginocchio è partito. Questo è il destino di tanti calciatori, sciatori e di altri atleti, che subiscono brusche variazioni della posizione delle gambe sotto un immenso carico.

E ora, cosa fare? Breve pausa, aspettare che si sgonfi l’arto e ricominciare?

I dati con evidenza parlano chiaro: chi vuole continuare la sua attività sportiva, non può non sottomettersi alla ricostruzione del ligamento. Siamo d’accordo quindi con il mondo chirurgico!

E come sono i risultati? Purtroppo l’intervento stesso riveste solo un terzo del successo della ricostruzione, il resto sono la preparazione all’intervento e la riabilitazione in seguito.

E qui, che sbagliano tutti. Si aspetta troppo per decidersi all’operazione, ci si riposa, si perda la forma, e soprattutto la gamba lesa si rimpicciolisce in misura esponenziale. Alla fine ci si sveglia, si nota la tragedia e si chiede l’intervento in un momento assolutamente inadeguato. Spesso il chirurgo non da la dovuta importanza a questi fattori, opera, e dopo alcune settimane, avviene la re – rottura.

Ergo:

Legamento crociato rotto>

-          Prima fase: accelerata guarigione della ferita, aspirazione dei versamenti articolari ematici, magari artroscopia con resezione dei monconi del legamento e asportazione di detriti

-          Seconda fase:

  • allenamento forzato dei muscoli dell’arto
  • terapia della cartilagine, se compromessa con glucosamina/condroitin + iniezioni intraarticolari di acido ialuronico
  • terapia omeopatica ed enzimatica della muscolatura
  • abbinamento di visite chiropratiche – osteopatiche - posturologiche per reintegrare l’arto leso nel contesto dell’apparato locomotorio

-          intervento chirurgico di ricostruzione del legamento

-          riabilitazione con modalità simili a quelle della preparazione

Seguito questo piano con molta determinazione e pazienza, dopo 1 anno si ritorna sul campo di calcio.

patologia da sport

http://www.chiropratico-firenze.it/images/patologie_sport.jpg 

Le patologie da sport sono sostanzialmente conseguenze di traumatismi (vedi traumatologia) e da sovraccarico, spesso in conseguenza  a difetti della postura, allenamento e preparazione insufficienti. Qui offro una vasta consulenza innanzitutto sulla preparazione sportiva in merito alle debolezze strutturali. I trattamenti fiancheggianti sono di natura chiropratica – osteopatica – posturologica.

 
È la patologia da sovraccarico, che nello sport riveste un ruolo predominante.

Viene spesso interpretato in modo erroneo come conseguenza dell’incongruenza di preparazione atletica ed impatto sportivo.

Giusto invece ci pare, in base alla fenomenologia di fisiologia e medicina di regolazione, che accanto all’allenamento di forza-velocità – scatto – elasticità c’è da considerare l’aspetto dell’interazione e regolazione reciproca delle parti dell’apparato locomotore:

-          Il gioco articolare privo di restrizioni

-          La muscolatura libera e attiva fra tensione e rilassamento massimi

-          Le fasce muscolari, sistema di comunicazione, pronta a impartire comandi efficaci alle parti

-          La postura generale, il sistema tonico posturale, il biocomputer neurologico, sano ed equilibrato a governare il tutto!!

Senza l’assoluta sintonia di questi meccanismi non sono spiegabili reazioni di adattamento nell’arco di millisecondi, tipici per i sport competitivi come calcio, basket ecc oppure percorsi ad alta velocità come lo sci in discesa libera, la Formula I e quant’altro.

La somma dell’interazione totale si chiama prassia, capacità di intendere ed eseguire qualsiasi atto movimentato.

La prassia ci da la mira, l’esattezza, la performance sportiva e anche nella vita quotidiana.

Ergo: l’allenamento atletico deve essere completo dal punto di vista sportivo ed abbinato a un buona integrazione neurologica-posturale. 

Prevenzione di infortuni sportivi

 
Gli infortuni sportivi possono essere un serio problema per tutti gli atleti.
Se sei uno sportivo, avrai probabilmente sofferto almeno qualche volta dei seguenti problemi: strappi, distorsioni, tendinite, borsite, “gomito del tennista e del golfista”, dislocazioni, spalla bloccata, mal di schiena, torcicollo, ecc, la lista è infinita.
L’aspetto più importante per un atleta è l’integrità fisica, costituita da equilibrio, resistenza e coordinazione. 
La chiropratica e la posturologia pussono essere d’enorme beneficio nell’aiutare e prevenire gli infortuni sportivi, e nel migliorare la performance atletica.
http://www.chiropratico-firenze.it//images/380039_116188738494527_100003102048911_105819_1934827017_n.jpgLa maggior parte delle squadre di professionisti (pallacanestro, football, calcio, pallavolo, baseball, hockey) hanno un dottore in chiropratica nel loro staff. Molti dei giocatori si recano da un chiropratico locale per problemi di mal di schiena, distorsione alla spalla, mal di collo, sciatica, e altri problemi comuni a tutti noi. 
Il baseball fu uno degli ultimi sport ad utilizzare la chiropratica, ma una volta iniziato non ha mai più smesso. Molte delle star d’oggi credono fermamente nei loro chiropratici. Steve Carlton, famoso lanciatore mancino (squadra di baseball “Philadelphia Phillies”) era così dedito al suo chiropratico, che, quando aveva bisogno di un aggiustamento, volava fino a S. Louis (Missouri) per vederlo, a prescindere dal luogo del paese in cui si trovava.
Grazie allo studio e all’ampia esperienza sulle condizioni neuro-muscolari-scheletriche i chiropratici dello sport sono all’avanguardia nell’individuare e risolvere i problemi degli atleti; inoltre la chiropratica riduce drasticamente i giorni di allenamento persi per infortunio, e l’uso dei farmaci e trattamenti fisioterapici. 
La posturologia, avendo un approccio diverso della chiropratica, interferendo sui ricettori neuronali, risposabili per il mantenimento dell’equilibrio, aumenta ugualmente la performance dello sportivo e previene lesioni da sovraccarico e da movimenti con mancata correlazione.
Quando esiste una disfunzione articolare ci sono sempre disturbi nei riflessi neurologici che possono sfociare in una scarsa comunicazione di informazioni al sistema nervoso centrale. Questo comporta disfunzioni dei muscoli che rimangono tesi o inibiti. Numerosi studi dimostrano che gli aggiustamenti chiropratici favoriscono la meccanica dell’articolazione e la funzionalità del sistema nervoso.