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Malattia-Amalgama-Devitalizzazione

         

  

 La bocca rappresenta una parte importante del corpo umano sia dal punto di vista emozionale che fisico. Insieme agli occhi caratterizza il viso donandogli luminosità, apertura verso gli altri.

E' uno dei centri dell'organismo, apertura verso i canali principali, connessione energetica con la totalità del corpo ecc.

Purtroppo non viene spesso considerato a questo livello, piuttosto gioca un ruolo marginale nella medicina, che invece di ricuperare le sue funzioni con la dovuta delicatezza, ne rende un luogo di maltrattamento e deposito di tossine.

Microbi della bocca e cancro

Riporto qui i risultati di ricerche che finalmente hanno potuto evidenziare il nesso fra la flora batterica nello specifico della bocca e la crescita tumorale.

Viene descritta molto banalmente la deriva disbiotica della bocca in seguito a gengiviti ed alterazioni di poco conto mentre - ed è un fatto assolutamente eclatante - la visione dei ricercatori associati alla visione della medicina convenzionale rimane offuscata in confronto delle malattie dentarie, dei focolai gangrenosi dei denti morti o devitalizzati, delle osteiti, residui di gangrene dentali, delle cavitazioni ecc. 

Il nesso fra i batteri patogeni della bocca e la crescita di tumori come a.e. del carcinoma del colon viene finalmente documentato, di cui il grande dentista e ricercatore Weston Price fu già convinto negli anni 1930-1940.

Accettiamo quindi questi risultati e ne traiamo le conclusioni dovute:

creiamo una bocca sana in assenza di materiale morto e putrido e di otturazioni in base di metalli tossici !!

I microbi orali aggravano il cancro al colon

La bocca marcia e i dolori

  Ora c'era lui, dolori atroci nella regione scapolare e non vuole capire quanto incida la   sua bocca nella sua patologia, e questo sia da punto di vista posturale sia reumatico.
Infatti mancando l'occlusione non c'è il piano fondamentale di riferimento per la mobilità della colonna cervicale e si crea una distorsione massiccia del sistema delle fasce muscolari, la "camicia di forza" che violenta tutto il corpo.
Poi tutto quel marcio dei denti cadaverici a quest'età deve essere combattuto dal sistema immunitario con reazioni infiammatori - reumatici , che appunto sono da considerare difese quando l'immunità sottile che lavora dietro le quinte non ce la fa più. Prossima tappa andando avanti con una bocca fognaria del genere è poi la malattia cronica quale infarto e cancro.
Vediamo si si decide a farsi curare sul serio!!

La bocca fognaria - denti morti e cavitazioni

 

 Tutti i giorni pazienti con dolori diffusi, non di natura strutturale, non dipendenti dalla colonna spinale, da squilibrio posturale ma da focolai infiammatori. Tutti increduli quando si apre questa parentesi diversa dal Aulin e dal Cortisone.

La bocca fognaria è la causa principale delle infiammazioni diffuse, dei reumatismi, della fibromialgia, del cancro, della malattia cardio- vascolare.

Anche il famoso Antonio di Carlo (https://www.facebook.com/antonio.dicarlo.395) che ha generato il movimento nutrizionistico della fibromialgia - con molto successo e tanti follover contenti , gli faccio i miei complimenti - ha nel suo gruppo tanti soggetti che lamentano nonostante l'applicazione della sua dieta basata sul paleo dolori diffusi restii, che appunto derivano dalla bocca - almeno in genere. Non accetta commenti critici sul suo sito, ma pazienza.

 

                                       

 Sono pochi i medici odontoiatri in Italia ad occuparsi seriamente di una vera odontoiatria biologica ovvero di un approccio alla bocca che generi salute di tutto l'organismo al posto di una mera riparazione di buchi con qualsiasi materiale e procedimento, basta che sia efficace li per li. 
Il tema più ostio da affrontare in bocca quando abbiamo davanti il malato cronico che ha già fatto di tutto è la cavitazione, residuo di estrazioni fatte male e di denti devitalizzati .

Riporto qui il protocollo del dott. Paolo Zavarella di Roma : 

Dott. Paolo Zavarella

Medico dentista, Posturologo, Osteopata D.O.

Studio Dentistico - Via Aurelia, 386 Roma(RM) - Tel.: 0666000256 - E-mail: zavarella@airop.it

PROTOCOLLO per la RIMOZIONE PROTETTA DI CAVITAZIONI, OSTEITI o NECROSI ASETTICHE:

http://www.studiozavarella.it/img/decalogo-per-la-rimozione-delle-cavitazioni-e-foci.pdf

Facendo una ricerca titolata "cavitazione" si trova anche:

Studio Odontoiatrico
Dottor Andrea Barile
Viale Giambattista Vico, 18/A
12051 Alba (CN) - Italia
Telefono :+39 0173 362429
Fax :+39 0173 362978 

Dott. Federico Avesani
Via Albere, 80 C
37138 Verona (VR) 
Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.
Tel: 045 8104220
Cell: 327 2699051

Malattia cronica esacerbata e focolai dentali

Il paziente di media età con una psoriasi esplosa su tutto il corpo da qualche mese, mentre in precedenza lui aveva qualche efflorescenza ma niente di particolare.

Perché a un tratto questa malattia, che ha una base genetica e quindi sta sempre dietro all'angolo per scattare, peggiora in questo modo??

Perché evidentemente questo paziente ha superato le sue possibilità di difendersi a causa dell'indebolimento di immunità, antiossidazione, fegato e reni, linfa e quant'altro . Avendo fatto lui un vita del tutto decente, sono i denti cadaverici, accumulati durante gli anni, che alla fine non possono essere più isolati dal resto dell'organismo e i batteri escono dai focolai e si distribuiscono ovunque svolgendo la loro funzione: di digerire chi non si difende fino all'esito finale: sabbia e polvere !!

Altro aspetto macabro della vicenda: il paziente fu trattato prima di presentarsi da me dalla medicina convenzionale del tutto ignara della complessità della genesi delle malattie con il Otezla , farmaco persino con qualche effetto positivo, almeno all'inizio, per poi perdere ogni efficacia. Quello che sappiamo di questo farmaco fetente leggete in seguito: crea comportamenti suicidari!

Che disgrazia per chi crede nell'onnipotenza dei farmaci convenzionali che pretendono di aggirare ogni ratio, ogni necessità di cambiare rotta, di porsi davvero il problema della malattia incombente.

 

DA leggere assolutamente da chiunque sia affetta da malattia infiammatoria: Odontoiatra tossica.

Gengive sane: un buon modo per prevenire il cancro

Gengive sane! Riporto qui un primo timido accenno dell'odontoiatria convenzionale alla tematica della bocca, uno dei centri dell'organismo in merito al controllo dell'immunità, dell'inizio di una cascata di eventi che portano alla colonizzazione di flora batterica nei vari tratti dell'apparato digerente, e nella patologia, centro di contaminazione di tutto l'organismo con germi patogeni e in ultima analisi concausa di malattia cardio-vascolare e cancro. 

E' certamente imbarazzante per chi ne sa di più, fermarsi a livello delle gengive ed affermare, che la loro patologia sia legata a mancata igiene orale! 

Le gengive hanno sicuramente il loro ruolo fra le strutture, che compongono il cavo orale, ma la loro patologia in grande parte è spia di alterazioni sottostanti, ben peggiori, ovvero la paradentosi - lo scioglimento del legame fra alveolo osseo e dente, e le patologie dei denti morti, devitalizzati e cancrenosi. Alla fine la patologia gengivale riflette anche l'intossicazione dovuta ai metalli tossici, come dell'amalgama, di allergie dovute a metalli quali il palladio o di fenomeni galvanici, dovuti alla coesistenza di metalli diversi o leghe in bocca, a stretto contatto fra di loro, che generano campi elettrici. 

Si vede quindi, che il tema della patologia, che deriva dalla bocca è di ben altro spessore della mera infiammazione della gengiva. 

Purtroppo l'odontoiatria convenzionale ad oggi tutto questo non vuole considerare, anzi è coinvolta in grande parte nella genesi di tali problemi, continuando ad usare i soliti metalli per le otturazioni e di ricorrere spudoratamente alla devitalizzazione di denti, come se sopratutto questo scempio non determinasse il maggior problema per l'omeostasi dell'organismo, cioè per il suo interesse di rimanere sano, invariato e stabile. 

Comunque, sembra che un inizio sia fatto pur considerando solo le gengive per arrivare a conseguenze come  del cancro del polmone, del pancreas ed altri.

Gengive sane: un buon modo per prevenire il cancro

Il dente morto è un soggetto morto!

In odontoiatria convenzionale poco si obietta al procedimento della devitalizzazione al fine di disinfettare temporaneamente un dente o già morto o di provvedere alla sua definitiva soppressione, qualora fosse talmente degenerato da provocare dolori cronici. 

Ora un dente morto è un cadavere, perché di ciò si tratta con la conseguenza di decomposizione tipica per un soggetto non più in grado di garantire la sua integrità fisica.

Al fine di permettere al paziente di mantenere un dente in bocca nonostante sia morto, si è inventata tutta una serie di procedimenti analitici, che altro non fanno, che valutare lo stato di decomposizione. 

A sentire parlare i dentisti, suona quasi, come se  si volesse accertare con varie lastre, TAC e Risonanza Magnetica, che il dente morto non desti alcun problema, equivalga a un dente sano.

Mi si permetta una polemica sulla "diagnosi" dello stato di morte:

Io, per fare diagnosi di morte avvenuta mi avvalgo del controllo delle funzioni vitali del soggetto. Dovesse essere la data della morte del soggetto evento passato, uso il naso!! A che cosa mi serve una radiografia, magari anche specializzata, per capire più della morte del soggetto? Magari per definire il grado di decomposizione?

Ebbene si, nelle perizie medico-legali si usano procedimenti del genere.

Ma nella realtà quotidiana? Vogliamo dedurre, che un morto non ancora in fase di decomposizione avanzata non sia da sotterrare? Errato!! La decomposizione anche iniziale di un cadavere provoca un grave pericolo per la salute di chi ne viene a contatto. Più stretto è questo contatto con il morto, peggio è. Il massimo dell'assurdità è la permanenza di un dente morto all'interno di un organismo ancora vivente!

L’azione di devitalizzazione consiste nel prendere un dente malato o danneggiato, sottoporlo a trapanazione e pulitura, eliminazione di vasi e nervi fino all’apice del dente con lime canalari. Dopo tale operazione un dente non ha più alcuna connessione vitale con il resto del corpo, non viene più alimentato e non ha più alcuna comunicazione con il sistema nervoso. A quel punto è diventato un corpo estraneo, ma non solo.

Un dente devitalizzato staccato da resto del corpo è un pezzo di tessuto morto, e quindi la definizione di cadavere nei suoi confronti è appropriata essendo  un cadavere  inevitabilmente soggetto a decomposizione. E' incistato nel corpo e lo avvelenerà con le tossine della decomposizione.

Associazione di salute dentale e rischio cardio-vascolare

I noti fattori di rischio per la malattia coronarica non spiegano tutte le caratteristiche cliniche ed epidemiologiche della malattia. Per esaminare il ruolo delle infezioni batteriche croniche come fattori di rischio per la malattia, l'associazione tra cattiva salute dentale e infarto miocardico acuto è stato studiato in due studi separate “case control study” di un totale di 100 pazienti con infarto miocardico acuto e 102 controlli selezionati dalla comunità a caso. La salute dentale è stata classificata utilizzando due indici, uno dei quali è stato valutato cieco. Sulla base di questi indici , la salute dentale era significativamente peggiore nei pazienti con infarto miocardico acuto rispetto ai controlli. L'associazione è rimasta valida dopo aggiustamento per età, classe sociale, il fumo, le concentrazioni dei lipidi nel sangue, e la presenza di diabete. Ulteriori studi prospettici sono necessari in diverse popolazioni per confermare l'associazione e per chiarire la sua natura.

Association between dental health and acute myocardial infarction

 

Il focus dentale ha priorità nella terapia olistica

Riporto qui un video, che pubblica l'oppinione di uno specialista odontoiatrico, docente  dell' Universidad Autónoma de Manizales (Colombia) in merito a focolaio dentale in riferimento a procedimenti terapeutici olistici.

Il malato cronico, come ho dimostrato in varie parti di questo sito, viene generalmente sottovalutato dalla medicina ufficiale in quanto accertato e trattato con le metodologie tipiche per le terapie delle malattie acute. I procedimenti spesso sono riduttivi e rimangono focalizzati sulla sedi del dolore, dell'infiammazione, della distruzione e non tengono conto della complessità con cui generalmente si sviluppa e cronicizza una malattia.

Ora, il paziente insoddisfatto dalle sue esperienza fatte con la medicina ufficiale si presenta dal medico con orientamento olistico e spesso pretende però, di continuare con la logica descritta di sopra e di ridurre i procedimenti diagnostici e terapeutici il meglio possibile. Ciò è anche comprensibile, perché il paziente in genere non riesce cogliere il messaggio proposto dal medico olistico, perché gli sembra troppo complicato, invadente, costoso , limitante ecc, mentre tutto ciò che aveva imparato in precedenza sembrava immediato, mirato, logico e semplice, solo che inefficace!

Nasce quindi fra paziente e medico olistico la strategia, di limitare l'ampiezza del cantiere da aprire e di scegliere procedimenti meno invadenti possibile. 

La malattia cronica dell'intestina si cerca di rimediare tramite cambio dell'alimentazione e prescrizione di integratori della flora batterica.

Il reumatismo cronico si cerca di lenire con omeopatici specifici. 

L'allergia si aggira con l'agopuntura, magari associato a una cura dell'intestino. 

Questi sono alcuni esempi di terapie naturopatiche con un inizio di approccio olistico, ma spesse volte non portano a un successo soddisfacente. 

Ecco che manca anche qui, dove si tratta  di uno specialista per medicina olistica, lo sguardo in bocca, la ricerca di focolai, di conseguenze di elettrosmog e quant'altro.

Sentite cosa dice il docente universitario in merito alla completezza di un indagine in medicina olistica:

"prima togliere il focolaio dentale e poi cominciare la terapia olistica"

Terapia canalare del dente morto - beneficio o pazzia?

Propongo qui un video che tratta la complessa tematica della devitalizzazione del dente non più curabile. 

L'odontoiatria ufficiale adopera questo procedimento da orma 100 anni con la convinzione di offrire un servizio equo, innocuo e da restitutio ad integrum al paziente, che in caso di estrazione perderebbe un dente, abile alla masticazione e al mantenimento di un'occlusione perfetta. L'estrazione infatti comporta uno svantaggio serio per il soggetto , il quale deve ricorrere in seguito ad una sostituzione del dente perso con materiali esterni in forma di ponte o impianto. Il cantiere, che si apre crea una serie di problemi che sono in parte difficilmente da risolvere. 

Tutto sommato una prima analisi della questione e del pro e contra della terapia canalare, che permette o sembra di permettere la permanenza del dente morto in bocca, è di certo a favore di questo approccio.

Ci sono però tutta una serie di argomenti a sfavore della devitalizzazione, che sottolineano la necessità dell'estrazione di un dente ormai diventato cadavere

Questo video cerca di sbrigliare questo dilemma  e offre una buona base al paziente per decidere sul da farsi nella sua situazione personale:

 La cura canalare 

Denti e corpo – odontoiatria e medicina

L’odontoiatria convenzionale si creò nella fase iniziale dell’organizzazione della medicina e delle sue varie discipline e si collocò nella fascia della cosiddetta paramedicina. In questo settore si associò ad altre professioni quali bagnino, il seguente massaggiatore, e al barbiere.

Sebbene negli ultimi 200 anni essa percepì un notevole avanzamento di tipo metodologico, è comunque rimasto invariato il distacco dalla medicina ufficiale, che a sua volta evolse alla sua onnipotenza di oggi, e che nel frattempo ha dato luogo a una molteplicità di specializzazioni e subspecializzazioni, che in collegamento fra di loro dominano quello che oggi si chiama MEDICINA.

L’odontoiatria invece non si integrò nello spettro di queste specializzazioni mediche anche se da circa 30 anni esiste lo studio universitario seguito da laurea in odontoiatria. Questa riforma non ha però modificato alcunché la filosofia storica di appartenenza alla paramedicina e per l’odontoiatria non valgono le regole deontologiche che sorreggono la medicina. In più non esiste una vera comunicazione fra l’odontoiatria e la medicina e d'altronde anche nei percorsi diagnostici della medicina, nei trattati sulla genesi delle malattie e del loro trattamento l’apparato stomato-gnatico non riveste assolutamente il ruolo che gli spetterebbe.

Esempio delle concezioni differenti sono :

- la devitalizzazione del dente con la creazione di un organo senza vita e in preda a decomposizione cancrenosa batterica. Le leggi della chirurgia prevedono in un caso analogo l’immediata eliminazione di un organo e di parte di esso per prevenire fenomeni di sepsi e di reazioni immunitarie deleterie.

- l’utilizzo su vasta scala di tossine, che in medicina vengono trattati dalla tossicologia quali mercurio, cadmio, piombo, formaldeide, lindano ecc, medicinali abbandonati dall’oncologia per la loro esagerata tossicità, ecc.

Giustificazione errata di questi procedimenti è il credo, privo di ogni base scientifica, che si tratti solo di terapie dentali,  che non permetterebbero la diffusione degli agenti nell’organismo.

 

Dai tempi di Weston Price sappiamo e dalle dimostrazioni elettro – microscopiche e analitiche abbiamo la conferma, che purtroppo non esiste alcun confine fra le strutture dentali e il resto dell’organismo. Tant’è vero che l’esperienza medica attenta e l’impegno per le malattie croniche troppe volte ci induce ad analizzare denti, gengive e osso mascellare per cercare lì la causa iniziale di processi di deterioramento di organi periferici.

Ad oggi chi sa e chi ha visto malati cronici, cancri e malattie cardio – vascolari per decenni può constatare con certezza, che il dente cadaverico accanto all’impiego di metalli tossici ecc,  è diventato denominatore comune allo stesso livello del fumo della maggior parte delle malattie civilizzatorie che accelerano degenza e morte.

Abbiamo bisogno di un ripensamento radicale in merito, di una modifica fondamentale del codice deontologico dell’odontoiatria e l’adozione delle regole della medicina e chirurgia moderna da parte di essa.